Ventiquattresimo nella classifica degli elementi chimici più abbondanti sulla Terra, peso di circa 7,1 kg per decimetro cubo, temperatura di fusione 419°C: queste sono solo alcune delle caratteristiche dello zinco, un metallo che oggi viene utilizzato diffusamente a livello industriale.

Una delle sue principali applicazioni è rappresentata dalla zincatura, un trattamento che consiste nella deposizione mediante processi elettrolitici di uno strato di zinco sulla superficie di un oggetto in metallo – tipicamente, il ferro.

Questa sorta di “scudo” previene l’ossidazione del materiale sottostante, formando una barriera fisica e agendo inoltre da anodo sacrificale nel caso la sua continuità venisse danneggiata.

Oggetti in metallo zincato

La zincatura elettrolitica è un trattamento indispensabile per prevenire la corrosione e l’arrugginimento dei manufatti in metallo e, prima di essere messa in opera, necessita di specifiche procedure preparatorie della superficie; tra le più comuni troviamo, ad esempio, la sgrassatura chimica e il decapaggio acido.

Anche in seguito alla zincatura vera e propria sono necessari trattamenti di rifinitura quali la passivazione, fondamentale contro l’azione aggressiva degli agenti esterni, la lubrificazione e l’asciugatura.

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