Nonostante appaiano robusti e solidi, nel lungo periodo i metalli possono risultare vulnerabili alle aggressioni degli agenti atmosferici. Ad esempio l’umidità è il nemico numero uno del ferro, dell’acciaio e di altre tipologie di metalli, i cui danni possono essere ulteriormente accentuati dalla presenza di salsedine.

Il cosiddetto spray o aerosol marino, formato da particelle solide in sospensione che vengono strappate dal pelo dell’acqua a causa dell’azione del vento, è particolarmente aggressivo nei confronti dei metalli.

Metallo corroso in riva al mare

Lo spray marino contiene infatti due composti deleteri nei confronti dell’integrità superficiale dei manufatti, ovvero l’ossigeno e il cloro. A contatto sulla superficie, e in presenza di acqua, iniziano a svilupparsi reazioni chimiche all’interno di quelle che vengono definite come macrocelle, ovvero i nuclei da cui inizia il deterioramento.

Ecco che dunque i manufatti non adeguatamente trattati finiscono col cadere vittime della corrosione, dai primi arrugginimenti superficiali alla formazione di cavità e, infine, al possibile cedimento strutturale degli stessi.

I trattamenti anticorrosivi vengono effettuati per mezzo di particolari sostanze che vengono applicate sulla superficie del metallo, aderendovi in maniera stabile. Questi prodotti anticorrosione vanno letteralmente a “sigillare” la superficie dell’oggetto, che può essere sottoposta preventivamente ad altri trattamenti (come, ad esempio, la nichelatura chimica) per fornire ulteriore resistenza e durezza.