L’olio extravergine d’oliva è forse l’alimento che per tradizione, sapore, effetti sull’organismo, racchiude il fascino maggiore. Un alimento figlio di una tradizione antichissima e di un paesaggio prorompente, quello tipico degli uliveti secolari che dipingono realtà collinari e pianeggianti che si perdono nell’orizzonte.

La Puglia è località d’eccellenza per la produzione dell’olio di oliva e, da secoli, celebra un retaggio fortemente radicato a una tradizione culinaria intensa e che vive nella simbiosi con i prodotti della terra. La regione è la più prolifica del Paese e genera, da sola, il 37% dell’olio messo in circolazione all’interno dei confini nazionali. L’olio extravergine di oliva pugliese viene esportato in tutto il mondo e si configura come fiore all’occhiello dell’export Made in Italy, il secondo più prolifico dopo quello spagnolo.

Un legame simbolico

Quello tra olio d’oliva e Puglia è un legame che va oltre gli interessi degli imprenditori, oltre un indotto che è cresciuto in maniera vertiginosa nel corso degli anni e che oggi rappresenta un volano fondamentale per l’economia locale, in particolare per l’agroalimentare. Quello tra extravergine e Puglia è un legame simbiotico che fa riferimento alle radici più antiche del posto, attinge da un retaggio contadino che, ancora oggi, costituisce l’essenza più pura del posto e che si perde di generazione in generazione.

L’industria dell’olivicoltura pugliese ha saputo assecondare le successive trasformazioni della società, ha sviluppato metodologie sempre nuove e più raffinate per ottimizzare la produzione senza snaturare la fragranza dei prodotti, marchi DOP tra i più apprezzati del mercato a livello mondiale. E lo ha fatto senza mai dimenticare le sue radici più antiche, rispettando i costumi del posto che, Per generazioni, hanno permesso il sostentamento delle famiglie del posto. La vita contadina si è alimentata soprattutto grazie agli ulivi che, insieme ai vigneti, sono fotografia più immediata del contesto locale, sono specchio di una dimensione contadina che non è solo un modo di mantenersi ma un immaginario più ampio che ha creato, rinsaldato e cristallizzato il patrimonio socio-culturale che, oggi come ieri, sostiene e dà forma a tutto ciò che è stato costruito in futuro.