Quando si parla di cicatrici si pensa subito alla classica lesione a spina di pesce. In realtà esse possono essere divise in varie tipologie. Alcuni effetti collaterali, come bruciori o pruriti, sono infatti tipici del particolare genere. Tali categorie sono principalmente tre: le cicatrici ipertrofiche, le cicatrici cheloidee e le cicatrici atrofiche. Le cicatrici ipertrofiche sono spesso dovute a una manipolazione o un trattamento errato della ferita. Questa tipologia è caratterizzata da un rigonfiamento che si manifesta già dopo poche settimane e genera spesso dolore. Nella maggior parte dei casi la cicatrice ipertrofica si riassorbe autonomamente (almeno in parte). Se così non fosse vi è la possibilità di trattare la cicatrice mediante corticosteroidi. Questi trattamenti però devono essere effettuati da un personale esperto poiché eventuali errori durante la cura possono generale problematiche notevoli come atrofia cutanea. Se dopo sei mesi il rigonfiamento permane viene data la possibilità di intervenire chirurgicamente. Le cicatrici cheloidee sono spesso dovute a piercing non curati adeguatamente, ustioni, cicatrici (capita spesso che nascano dei cheloidi in corrispondenza di un taglio cesareo) e infine a casi di acne estremamente gravi, vaccini e varicella. Le cicatrici cheloidee sono caratterizzate da un eccesso di pelle che cresce in corrispondenza […] \"Continua a leggere\"